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martedì 16 dicembre 2014

Risotto alla zucca




Il riso è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle graminacee ed è uno dei più importanti cereali nell'alimentazione umana. Le prime coltivazioni risalgono risalgono ad alcuni millenni a.C. in Asia; la sua storia è lunga come il suo diffondersi dall'Oriente ai Paesi del Mediterraneo. Di certo era conosciuto nell'antichità anche dai greci e dai romani, ma da questi non ne fu praticata la coltivazione. I romani lo acquistavano con le spezie e lo usavano per decotti a scopo medicamentoso.

La prima testimonianza certa della coltivazione in Italia è nel documento del 1475 del duca Galeazzo Sforza di Milano che promette ben 12 sacchi di riso al duca di Ferrara affinché ne inizi la coltivazione. Il riso comincia così la sua marcia ed a metà del '500 la sua presenza è ormai in tutto il Nord d'Italia. Il riso diviene il simbolo dell'abbondanza e della ricchezza ed è per questo che ancora oggi si getta sugli sposi come augurio di felicità e prosperità.

Le varietà di riso coltivate in Italia appartengono alla sottospecie "japonica", più adatte alle preparazioni nostrane, come il risotto. Il riso italiano è uno dei più pregiati al mondo e si distingue in quattro gruppi:

lunedì 7 aprile 2014

La farina di frumento




Ho sistemato gli appunti sulla lezione dei lievitati dolci e salati e ne è venuto fuori un articolo interessante sulla farina di frumento, che vorrei condividere con voi per approfondire le nostre conoscenze ma anche per avere consapevolezza del prodotto che compriamo e di come utilizzarlo al meglio.
Sul mercato sono presenti sfarinati diversi (semole o farine) a seconda del tipo di frumento da cui provengono.
Il grano tenero, il cui nome scientifico è Triticum sativum, ha chicchi friabili, che una volta spezzati, mostrano uno strato interno bianco e farinoso dal quale si ottengono i graniti e le farine utilizzate per produrre pane, pasta e dolci.
Il grano duro, la cui denominazione scientifica è Triticum durum, ha i chicchi allungati, meno friabili, che una volta spezzati, mostrano un aspetto semitrasparente, che dà origine alle semole e ai semolati.
Le farine di frumento, quindi, variano la loro composizione a seconda del tipo di frumento utilizzato, del tipo di terreno e delle caratteristiche climatiche della zona di coltura oltre che al processo di molitura. Gli elementi qualificanti delle farine sono gli amidi, le proteine, l'umidità, le ceneri ed i grassi. Per la panificazione è importante conoscere e far riferimento alla percentuale di proteine e di amidi presenti.
Le proteine presenti nella cariosside di frumento sono l'albumina, la globulina, la gliadina e la glutenina. Le ultime due non sono solubili in acqua e, per azione meccanica dell'impastamento della farina con l'acqua costituiranno la struttura reticolata della maglia glutinica e determineranno la plasticità ed elasticità dell'impasto.
Gli amidi sono i componenti principali della farina e sono distinti in amilosio e amilopectina, composti macromolecolari di glucosio. Il glucosio è uno zucchero monosaccaride  composto da sei atomi di carbonio e costituisce l'alimento fondamentale dei lieviti biologici, provocando la fermentazione alcolica. La percentuale di proteine contenute nella farina ne caratterizza la forza e la qualità e può essere da un minimo di 9,7% ad un massimo di 14%.
Importante per la differenziazione  delle farine è il grado di abburattamento (la percentuale di separazione della farina dalla crusca). Nel processo di molitura, infatti, l'involucro esterno della cariosside (crusca e cruschello) si separa dalla parte inferiore (il germe) ricco di proteine e dalla parte interna ricca di amido e glutine. Quasi tutte le farine in commercio sono prodotte con l'uso di mulini a cilindri che consentono l'alta macinatura e l'abburattamento. Per la legislazione italiana si definisce 00 la farina che ha subito l'abburattamento al 70%, la farina 0 al 75%, la farina tipo1 al 80%, la farina tipo2 al 85%  e quella integrale al 100%.Va da sè che più è bassa la percentuale di abburattamento e più la farina è povera di ceneri, ha un colore chiaro ed è più raffinata. Per la panificazione la farina adatta può essere la 0 o la 00 con un contenuto proteico che va intorno al 11-13%.
Per verificare le proprietà delle farine si utilizza l'alveografo di Chopin, con il quale si determinano i valori di forza (W) e di elasticità (P/L) dell'impasto con la farina presa in esame.
In base a questi dati le farine deboli adatte alla produzione di paste battute, di biscotti, ciambelle, pan di spagna e pasta  hanno i seguenti valori W= 140/160  P/L=0,45/0,50 con un contenuto proteico che varia da 9 a 10%
Le farine per la panificazione hanno i seguenti valori: W=180-260 P/L= 0,60/0,70 con un contenuto proteico tra il 10-11% (farine medio forti)
Le farine per lievitati (panettone, colomba, croissant e grandi lievitati salati) hanno i seguenti valori : W=320-380  P/L=0,50-0,60 con un contenuto proteico tra l'11 e 13% 
Le farine da taglio (utilizzare per rinforzare farine più deboli) hanno i seguenti valori :
W=400-450 P/L= 0,60-0,80 con un contenuto proteico del 14%.

venerdì 28 marzo 2014

I fondi di cucina

I fondi di cucina sono preparazioni liquide ottenute attraverso la bollitura prolungata di elementi nutritivi ed aromatici e costituiscono la base per confezionare salse, preparare minestre, bagnare spezzatini e brasati, insaporire risotti e vivande. Hanno, quindi, un'importanza fondamentale per la riuscita di molte preparazioni.
I fondi hanno in comune l'utilizzo degli aromi (sedano, carota, cipolla, pomodori maturi e, in alcuni casi da vini), la rosolatura di verdure, ossa, parature di carne, lische di pesce, carapaci e teste di crostacei. Questo processo di rosolatura, conosciuto come reazione di Maillard, altera le proteine di superficie caramellandole con il risultato di esaltarne il sapore.
I fondi di cucina si dividono in:

  • fondi bianchi: vegetale, fondo bianco comune(vitello e pollo), fondo bianco di pollo, fondo bianco di vitello, fumetto di pesce.
  • fondi bruni : fondo bruno di vitello, fondo bruno di agnello, fondo bruno di selvaggina
appartengono ai fondi di cucina altre preparazioni come le glasse, gli estratti o gelatine, i roux, le marinate, le salamoie, le farce, il court-bouillon, e i burri aromatizzati o composti e il fondo di crostacei (bisque)

Fondo bianco vegetale:
  • 100gr di sedano
  • 100gr di carota
  • 100gr di zucchine
  • gambi di prezzemolo
  • 30gr di finocchio fresco
  • 100gr di cipolla
  • 4 spicchi d'aglio
  • 2 pomodori maturi
  • acqua circa 2l
  • olio d'oliva q.b.
Preparare le verdure tagliandole grossolanamente, far tostare in una pentola la cipolla con un po' d'olio evo. Aggiungere le altre verdure. Fare insaporire per qualche minuto ed aggiungere l'acqua fredda. Portare ad ebollizione e far cucinare a fuoco dolce per circa 30 minuti. Far riposare e filtrare.
Fondo bruno  di vitello
  • 50 gr di sedano
  • 50gr di carote
  • 50gr di cipolle
  • 500gr di ossa di carne 
  • 10gr di concentrato di pomodoro
  • 100gr di vino rosso
  • 30gr di scalogno
  • acqua q.b.
Tostare le ossa sino a renderle color nocciola. Aggiungere le verdure tagliate a cubetti e far appassire il tutto, sfumare con il vino ed aggiungere il concentrato di pomodoro. Coprire con acqua e cuocere molto lentamente sino a consistenza. Fare riposare e filtrare.

Fumetto di pesce

  • 100 gr lische di pesce
  • 100gr di carota
  • 20gr di gambi di prezzemolo
  • 30gr di finocchio fresco
  • 100gr di cipolla
  • 150gr di vino bianco
  • 4 spicchi di aglio
  • 2 pomodori maturi
  • 20gr di olio extravergine d'oliva
  • acqua circa 2 litri
Tagliare le verdure a cubetti grossolani. Tostare la cipolla con l'olio in una padella, aggiungere le verdure e le lische di pesce. Sfumare con il vino, aggiungere l'acqua e portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma e lasciare bollire dolcemente per 30 minuti. Far riposare e filtrare.

Fondo di crostacei
  • 500gr di carcasse di crostacei
  • 100gr di sedano
  • 100gr di cipolla
  • 100gr di carota
  • 30gr di brandy
  • 20gr di olio evo
  • 20gr di concentrato di pomodoro
  • acqua q.b.
Tostare in una pentola le carcasse con l'olio, flambare con il brandy ed aggiungere le verdure tagliate a cubetti. Lasciare insaporire per 5 minuti ed unire il concentrato di pomodoro. Coprite il tutto con l'acqua. Cuocere per 30 minuti, riposare e filtrare.


sabato 27 ottobre 2012

La pasta per bignè o pasta choux





La pasta choux è una base classica della pasticceria tradizionale. Consiste in una pasta precotta in pentola che viene poi completata impastandola successivamente con delle uova, formandola su teglie e cuocendola in forno. Si modellano generalmente prodotti di piccola dimensione, di forma tondeggiante o allungata (èclair).
La pasta choux è usata per creare prodotti sottili, di facile masticazione e viene cotta in forno a temperature comprese tra i 180° ai 200°C e nel cuocere gonfiano diventando leggeri e cavi all’interno.
Questa cavità viene poi riempita con creme di ogni sorta, successivamente spolverato di zucchero a velo o ricoperto con una glassa.

Il procedimento per ottenere le caratteristiche organolettiche desiderate, inizia generalmente con la precottura della massa composta generalmente da acqua o latte, farina, grasso e sale. Incorporando la farina nell’acqua bollente e mescolando, inizia il processo di gelatinizzazione degli amidi contenuti nella farina; quando il composto è cotto la temperatura è di 92-96°C.

Successivamente si incorporano lentamente le uova fino a formare una pasta liscia, lucida ed omogenea. L’equilibrio dell’impasto è un fattore critico per lo sviluppo del volume della pasta choux. Se l’impasto è troppo duro, la superficie del prodotto tenderà a rompersi e a formare dei buchi superficiali. Se l’impasto è troppo molle, una volta cotto, il prodotto finale tenderà ad appiattirsi. L’impasto deve quindi presentarsi morbido ma non molle. La vischiosità quindi deve essere sempre controllata e rettificata: se è troppo consistente si devono aggiungere le uova fino a raggiungere la densità ideale.

Le uova che sono ricche di acqua (circa il 65%), di proteine e di lecitina, hanno il compito di stabilizzare il legame con il grasso incorporato per formare un’emulsione che, in quantità adeguata, fornisce alla massa una struttura impermeabile, chiamata “barriera vapore”. Durante la cottura in forno l’aria inglobata tenderà ad espandersi con l’aumento del calore e l’acqua libera sarà convertita in vapore. L’aria espansa ed il vapore cercheranno di fuoriuscire ma saranno trattenuti dalla matrice dell’amido, dal glutine e dal film proteico non coagulato dell’albume. L’espansione in cottura della pasta choux cessa quando l’albume coagula.

Infine, quando vengono aggiunte le uova per raggiungere la densità della pasta, non si deve superare la temperatura di 40-50°C per evitare che le uova incorporate si cuociano.


I consigli del pasticcere:

  • Quando l’acqua/latte raggiunge l’ebollizione bisogna togliere la pentola dal fuoco altrimenti una parte evaporerà sbilanciando la ricetta.
  • Per la realizzazione della pasta choux va utilizzata una farina debole con un W compreso tra 140-170 e con una percentuale di proteine compresa tra 9 -10%
  • La farina va incorporata nel miscuglio di acqua e burro versandola in un colpo solo, altrimenti potrebbe creare dei grumi
  • Nella cottura della pasta choux ricordate di non utilizzare la carta forno per rivestire la teglia, altrimenti non svilupperà bene e formerà una pancia sulla base; se la teglia è imburrata, invece, l’impasto rimarrà aderente al fondo e si gonfierà in altezza.

La pasta choux fritta

La pasta choux cotta in olio bollente deve avere una percentuale di grassi adatta alla cottura. Infatti non deve avere più della metà del grasso sul peso della farina. Per esempio: 100gr di farina e 50gr di burro. Dosaggi con quantità superiori di grasso hanno la tendenza a collassare la frittella dopo la cottura, con inoltre un assorbimento di olio di cottura in quantità superiore alla norma. Con il sac- à-poche, la pasta viene modellata in piccole forme e su carta da forno e successivamente cotte in olio a 176°C, poi vengono spolverate con zucchero a velo o semolato e infine riempite o farcite con varie creme.

 E ora ai fornelli!
INGREDIENTI: (per circa 30 bignè)
  • 200gr di acqua
  • 100gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 6 uova intere
  • 200gr di maizena
PROCEDIMENTO:
  1. Mettete in una casseruola l'acqua, il burro tagliato a tocchetti e il sale.
  2. Portate ad ebollizione e quando l'acqua bolle versate la maizena in una volta e mescolate con una spatola finchè l'amido non sia ben amalgamato e non vi siano più grumi.
  3. Togliete la casseruola dal fuoco e trasferite il composto in una ciotola
  4. Aggiungete le uova una alla volta e mescolate con una frusta elettrica
  5. Lasciatela riposare per qualche minuto ed è pronta per la lavorazione successiva

Cupcake al cioccolato

Oggi ho deciso di coccolare i miei cari con questi buonissimi cupcakes al cioccolato con una deliziosa crema al burro al cioccol...