Arte e Cucina...
le ricette di Marisa e Simona

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giovedì 28 agosto 2014

Orecchiette piccanti


Che bello è quando le ricette nascono dall'improvvisazione?
Non si sa cosa preparare per pranzo, si apre la dispensa e ci si lascia trascinare dall'ispirazione.
Ieri da uno di questi momenti 'jazz' è nata questa ricetta.

INGREDIENTI: (per 2 persone)

lunedì 25 agosto 2014

Madeleine al cioccolato senza glutine


 Eh si confesso le madeleine sono proprio dei dolcetti semplici da realizzare e buonissimi...ah e soprattutto  si prestano bene ad essere realizzati senza glutine!!!
 Devo ammettere che chi li ha assaggiati a casa mia non ha notato nessuna differenza, anzi ha più volte affermato di gradirle senza glutine perchè più leggere....

Ecco allora la ricetta delle madeleine senza glutine (vi ricordo di consultare sempre il prontuario nell'acquisto di prodotti senza glutine, quindi non vi specificherò la marca degli ingredienti  per lasciare spazio ai gusti personali, ma tenete sempre d'occhio la "spiga sbarrata")

INGREDIENTI:(per circa 18 dolcetti)

sabato 23 agosto 2014

Madeleine alla vaniglia

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In questo bellissimo viaggio intrapreso insieme alla ricerca di tradizioni culinarie ma anche di letteratura ed arte non poteva mancare la Francia. Ne parleremo spesso soprattutto per la pasticceria....
Ed è proprio tra le specialità di questo Paese che si collocano le madeleine. 
Secondo alcune fonti esse risalgono al periodo dei pellegrinaggi cristiani. Le conchiglie sono state il simbolo dei pellegrini che andarono per secoli da tutta la cristianità a Santiago de Compostela, in Galizia a 140 km da Finisterre e dall'Oceano Atlantico. I fedeli erano soliti prenderle alla fine del viaggio e applicarsele sul mantello, come testimonianza e ricompensa delle tante fatiche affrontate, in spirito di devozione. I dolci fatti a forma di conchiglia furono chiamati "petit madaleines" dal nome della fanciulla che offriva queste tortine ai pellegrini. Altre fonti fanno risalire il nome del dolce alla cuoca del Re Stanislao, Madeleine, che preparò i dolcetti in occasione di un importante banchetto nella residenza secondaria a Commercy.

 E' stato il primo dolce che ho realizzato non solo per la semplicità dell'esecuzione, per il sapore così simile ad una torta ma soprattutto per curiosità dettata dalla lettura del capolavoro di Proust " Alla ricerca del tempo perduto".  
Un romanzo, che oserei descrivere come monumentale, composto da altri sette romanzi (Dalla parte di Swan, all'ombra delle fanciulle in fiore, I Guermantes,Sodoma e Gomorra, La prigioniera, Albertine scomparsa, Il tempo ritrovato) che ho avuto il piacere di leggere interamente durante gli anni dell'Università. Oltre all'episodio delle madeleine, di cui ci occuperemo in seguito le pagine legate al cibo sono assai numerose e intense: basti pensare al ruolo centrale di Francoise, la cuoca della zia Léonie, alla passione per il gelato dell'amata Albertine (e a quella di Odette de Crécy per il cioccolato), o alla straordinaria sinfonia sonora delle grida dei venditori del mercato di Parigi; e alle dettagliate descrizioni del ricevimento in casa di Mme de Villeparisis e del pranzo dalla duchessa di Guermantes (che occupano complessivamente circa la metà della Parte di Guermantes), della serata da Mine Verdurin nella Prigioniera o del ricevimento dalla principessa di Guermantes nel Tempo ritrovato.

Vi riporto il passaggi del "Dalla parte di Swan", in cui Proust parla delle madeleine...
<< Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti chiamati "Petites madeleines". E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un triste domani, mi portai alle labbra un cucchiaino di tè dove avevo lasciato ammorbidire un pezzo di madeleine. Ma nello stesso istante in cui quel sorso frammisto alle briciole del dolce toccò il mio palato, trasalì, attento a qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. [...] E, all'improvviso, il ricordo mi è apparso. Quel sapore era lo stesso del pezzetto di madeleine che, la domenica mattina, a Combray (perchè quel giorno non uscivo prima dell'ora della messa) quando andavo a darla il buongiorno nella sua camera, la zia Leonie mi offriva,dopo averlo immerso nel suo infuso di tè o di tiglio. L'aspetto della piccola madeleine non mi aveva ricordato nulla, prima che me ne sentissi il sapore; forse perchè, avendone viste in seguito, senza mangiarne, sui ripiani dei pasticceri, la loro immagine aveva lasciato quei giorni a Combray per legarsi ad altri più recenti, forse perchè, di quei ricordi per così lungo tempo abbandonati fuori dalla memoria, niente sopravviveva, tutto s'era disgregato; le forme- e anche quella piccola conchiglia di pasticceria, così grassamente sensuale sotto la sua piegatura severa e devota- si erano dileguate, oppure assopite, avevano perduto la forza di espansione che avrebbe loro permesso di raggiungere la coscienza>>  (Dalla parte di Swan, cap. I,  Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust, I Mammut, ed. Newton)

INGREDIENTI (per 36 tortine)
  • 200gr di zucchero semolato
  • 250 gr di farina 00
  • 100gr di burro 
  • 4 uova intere
  • 7gr di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale 
  • semi di una bacca di vaniglia

giovedì 21 agosto 2014

Spaghetti all'amatriciana


Eccoci qui a parlare ancora di tradizione...uno dei primi che più sono graditi dalla mia famiglia. Mia madre lo cucina spesso a volte anche con un pizzico in più di peperoncino...
L'amatriciana è uno di quei piatti che è capace di creare dispute culinarie di alti livelli: molti usano la pancetta al posto del guanciale, alcuni non ci mettono il goccio di vino bianco...insomma è un argomento scottante!! la ricetta che vi proponiamo è quella tipica che si fa ad Amatrice, un paesino ai confini tra Abruzzo e Lazio, a cui ha dato i natali e vuole obbligatoriamente gli spaghetti invece dei bucatini. I pastori amatriciani per secoli infatti sono andati in transumanza nelle campagne romane ed hanno esportato in quei luoghi le loro tradizioni culinarie tanto da far loro pretendere una presunta paternità....
All'inizio come cibo di pastori era molto semplice da consumare anche in montagna nel verde dei pascoli, bastava un pezzo di guanciale stagionato, del pecorino e degli spaghetti, poi con l'uso più frequente del pomodoro è nato questo meraviglioso connubio.


L'AMATRICIANA
L'Amatriciana è un fior di poesia
lo cito, senza dire un'eresia,
scritta col Guanciale e Pecorino
Peperoncino e un pò di Bianco vino,
un goccio di buon Olio e teneri Pelati
poi gli Spaghetti, ben bene amalgamati,
L'Origine il nome ve lo dice
è quella di "Città dell'Amatrice 
(Tommaso Quattrocchi)

INGREDIENTI (per 4 persone):

mercoledì 20 agosto 2014

Spaghetti alla ligure



<< L'uomo preistorico imparò presto a consumare i cereali frantumati macinati tra due pietre. In seguito apprese ad impastare gli sfarinati con acqua e a cuocerli su pietre roventi o in acqua bollente. I pastoni di grano macinati e cotti in acqua possono essere considerati i progenitori della pasta. Testimonianze, documenti e reperti di tale alimento si ritrovano già nella Bibbia, nei racconti di Marco Polo, nonché nella storia della civiltà, da quella greca a quella etrusca e romana. Ma sull'origine della pasta nella forma attuale non si hanno riscontri certi: c'è chi sostiene che sia giunta a noi dalla Cina, chi ritiene che sia stata inventata in Medio Oriente e poi diffusa dagli arabi, chi attribuisce tale scoperta ai Greci o ai Romani (laganon,laganum, dai cui termini potrebbe discendere il nostro "lasagna"). Certamente fino al XIII, XIV secolo la pasta ebbe un ruolo marginale nell'alimentazione, come si può dedurre dalle scarse testimonianze pervenute. Sicilia, Campania e Liguria furono i luoghi dove maggiormente si sviluppò l'uso della pasta.
La prima pasta lavorata industrialmente sembra invece risalire ai primi anni del XIX secolo, nel napoletano, dove forse si trovavano le condizioni climatiche più adatte sia per la crescita del grano duro, sia per l'essiccazione naturale della pasta. Attualmente le moderne tecnologie hanno permesso di sviluppare l'industria pastaria in tutto il Paese e di esportare la pasta anche all'estero.
Con la valorizzazione  della dieta mediterranea la pasta è diventata il vanto della cucina italiana ed è apprezzata in tutto il mondo.>> (Paolo Gentili "Laboratorio di cucina")

Allora perché non provare a riproporre i piatti della tradizione italiana? Cominciamo da qui ...dalla Liguria, il cui microclima particolare ed il terreno ideale favoriscono la crescita del basilico, di una varietà dal profumo e dal gusto perfettamente equilibrati.
(Marisa)

INGREDIENTI (per 4 persone)

lunedì 18 agosto 2014

Tagliatelle colorate



Pensavo proprio oggi che se qualcuno volesse farmi del male dovrebbe togliermi due cose: la musica e la pasta. Ecco perché mi vedete pubblicare spesso e volentieri ricette di pasta: la adoro. Tra i miei formati preferiti ci sono le tagliatelle. Per questo oggi a pranzo, quando si è trattato di scegliere il formato per la ricetta che stavo elaborando, ho scelto loro.


INGREDIENTI: (per 2 persone)

martedì 12 agosto 2014

Spaghetti sfiziosi








Ed ecco qui il mio primo contributo a questo blog!
Si tratta di una ricetta che ho inventato proprio oggi, in pochi minuti. Avevo a disposizione un po' di paté di olive e ho voluto unirlo al sapore dei peperoni. (Simona)  

INGREDIENTI: (per 2 persone)
  • 160 gr di spaghetti alla chitarra
  • un peperone rosso grande o due più piccoli
  • 2 cucchiai di paté di olive verdi
  • una decina di fili di erba cipollina fresca (se non avete la piantina, potete tranquillamente sostituirla con quella secca della marca che preferite) 
  • 3 spicchi d'aglio
  • olio evo
  • sale
 Lavate con cura il peperone e tagliatelo a dadini.
Tagliate gli spicchi d'aglio a fettine molto sottili (oppure tritatelo, dipende dal vostro gusto).
Mettete a bollire l'acqua per la pasta.
Ponete in una padella l'aglio con l'olio e fatelo soffriggere, facendolo dorare. Aggiungete quindi i peperoni e lasciateli cuocere per 5 minuti a fuoco medio, coprendo con un coperchio. Aggiungete il sale, con parsimonia però.
Unite il paté di olive, amalgamate il tutto e lasciate cuocere per altri 10 minuti, aggiungendo poi l'erba cipollina (se usate quella fresca tagliatela a pezzetti).
Se il sugo dovesse rapprendersi, aggiungete un po' di acqua di cottura della pasta.
Quando la pasta sarà al dente, scolatela e versatela nella padella dove sta cuocendo il sugo, in modo che possa insaporirsi per bene, avendo cura di mescolare con un cucchiaio di legno.
Una volta pronta, impiattate e, se volete, potete aggiungere del grana grattugiato.

Buon appetito!

sabato 9 agosto 2014

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